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fonte: Radio Maria 04 novembre 2010

 

autore: p. Livio Fanzaga

 

 

Dai microfoni di “Radio Maria”, Padre Livio risponde ad una domanda telefonica di una ascoltatrice

 

Domanda:

 

Come è possibile che con la coroncina della Divina Misericordia venga garantita la salvezza a un moribondo che magari precedentemente si era ostinato nel rifiuto dell'amore di Gesù?

 

 

Risposta di Padre Livio:

 

La domanda che è stata posta è molto chiara. Si tratta di un discorso che non è legato soltanto alla preghiera della Coroncina della Divina Misericordia ma si può allargare anche ad altre promesse che Gesù ha fatto per la salvezza eterna delle anime, come la pratica dei primi Nove Venerdì del mese e quella dei primi Cinque Sabati del mese. Tutto questo discorso fa parte di un unico grosso problema teologico che è quello della salvezza eterna dell'anima e che si esprime nel rapporto tra il libero arbitrio umano e la grazia operante di Dio. Per semplificare questo problema teologico estremamente impegnativo preferisco fare una domanda molto semplice a cui dare una risposta.

 

La domanda è la seguente: “Se Dio vuole, può convertire una persona?”

 

La risposta è: “Sì, se Dio vuole può convertire una persona senza forzare la sua libertà”. Questa risposta riguarda il mistero del cuore dell'uomo e del rapporto della libertà umana con l'onnipotenza divina. E' una risposta teologicamente esatta e fondata nella Sacra Scrittura. Portiamo ad esempio un fatto ben preciso, quello della conversione di San Paolo, che non aveva nessuna intenzione di convertirsi, ma che quando fu sorpreso dalla grazia di Dio era in viaggio a Damasco con delle lettere che lui stesso aveva fatto preparare per imprigionare dei cristiani. Infatti Paolo era intenzionato a distruggere il Cristianesimo, ossia quella che per lui era una nuova setta. Dio però decise di convertirlo e di farne uno strumento di grazia. La conversione non è avvenuta in maniera forzata, ma Dio ha operato in lui facendogli cadere le squame dagli occhi, anche fisicamente, dicendogli: “Saulo, Saulo: perché mi perseguiti?”. Di fronte a questo mistero e a questa luce che si è rivelata a lui, San Paolo ha risposto aprendo liberamente il suo cuore. Nel medesimo tempo la grazia di Cristo aveva operato in un modo efficace: Dio voleva convertirlo, e Dio lo ha convertito. Questo fatto è molto importante.

 

Ad esempio Gesù dice a Santa Faustina Kowalska che le preghiere di conversione sono le uniche preghiere che Dio ascolta sempre («La perdita di ogni anima M'immerge in una tristezza mortale. Mi consoli sempre, quando preghi per i peccatori. La preghiera che Mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori. Sappi, figlia Mia, che questa preghiera viene sempre esaudita».

Diario di Suor Faustina Kowalska, Quaderno 5, 26.XI.37).

 

 

Quando la Madonna ci invita a pregare per i peccatori perché lo fa?

 

Lo fa perché noi con la nostra preghiera possiamo ottenere che Dio intervenga con la sua grazia efficace ad aprire il cuore degli uomini. Questo avviene perché Dio vuole salvarci con la nostra cooperazione. Questa signoria di Dio sul cuore degli uomini è un elemento presente nella Divina Rivelazione: la Sacra Scrittura sia nel Nuovo che nell'Antico Testamento ci insegna che Dio è il Signore dei cuori. Ecco perché Dio può negare la grazia efficace, ossia quella grazia che opera in modo tale affinché la nostra libertà si decida liberamente per Dio, legandola a gesti di pietà cristiana così come sono quelli nei primi Nove Venerdì del mese, quella dei primi Cinque Sabati del mese o la recita della Coroncina della Divina Misericordia. Se dunque si recita la Coroncina della Divina Misericordia accanto ad una persona agonizzante credendo alla promessa che Gesù ha fatto a Santa Faustina Kowalska perché si desidera la salvezza di quella persona, Gesù diventa intercessore presso Dio Padre di quell'anima.

 

Altra domanda: “Perché Gesù non concede a tutti questa grazia efficace affinché tutti i cuori si aprano?”.

 

Questo è un mistero che sapremo solo in Paradiso, anche se qui su questa Terra questo mistero ha un po' di luce che lo rischiara. Secondo alcune riflessioni teologiche che sono state formulate nel corso dei secoli, Gesù non dà la grazia efficace a quelle persone che non hanno nessun residuo di buona volontà ed hanno indurito il cuore. Per quelle persone che per Gesù hanno una durezza del cuore tale da non meritare nessuna grazia, Gesù non dà nessuna grazia efficace e non li converte. Ma è proprio per queste persone che non avrebbero la possibilità di ricevere grazie che Gesù ci chiede la preghiera, affinché noi possiamo essere per costoro una ancora di salvezza mediante la preghiera. Siamo solo noi che forniamo così a Dio quell'appiglio affinché Dio possa intervenire mediante la sua onnipotenza. Questo discorso ci aiuta ad illuminare questa situazione di buio, perché ciò che avviene nei cuori delle persone, in quel rapporto che vi è tra l'esercizio della libertà e la grazia, va al di là delle nostre capacità di comprensione.

 

Un ultimo interrogativo teologico è il seguente: “Come è possibile che l'onnipotenza divina intervenga sulla libertà umana in modo tale che essa decida liberamente di convertirsi senza costrizione?”.

 

La risposta che ci fornisce la teologia è quella che la libertà umana è appetitus boni, ossia desiderio di bene. Quindi Dio si manifesta come bene supremo a quella volontà per cui essa liberamente decide per il bene. Sono risposte sintetiche che ha dato la grande riflessione teologica al problema della salvezza e al rapporto tra la grazia e la libertà umana. Quello che ci deve consolare, è che per quelle anime che sarebbero destinate all'inferno perché in esse Cristo non vede nessun appiglio per la grazia, noi possiamo dare questo appiglio mediante le nostre preghiere, sacrifici ed implorazioni.

 

 

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