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Fonte lanuovabq.it 31/05/2018

Autore Lorenzo Bertocchi

La denuncia per calunnia e diffamazione contro Ammaniti viene fatta da Gregori soprattutto perché le affermazioni dello scrittore e ideatore dello sceneggiato sono prive di fondamento. Diverse indagini ematiche condotte da tre periti di parte hanno chiaramente stabilito che si trattava di sangue umano e quindi è falso asserire che era «sangue di pollo».

 

Il febbraio del 1995 portò alle cronache il fatto di una statua della Madonna che a Civitavecchia, alle porte di Roma, lacrimava sangue. La famiglia dell’impiegato Enel Fabio Gregori ebbe la vita sconvolta: dal 2 al 6 febbraio di quell’anno, una statua in gesso, raffigurante la Regina della Pace di Medjugorje, lacrimò sangue per 13 volte.

Lo sceneggiato intitolato Il Miracolo, ideato dallo scrittore Niccolò Ammaniti e in onda su Sky in questi giorni, si richiama più o meno direttamente agli eventi di 13 anni fa; nella terza puntata c’è anche un riferimento diretto alla Madonnina. Proprio Ammaniti intervistato dal Corriere della Sera ha parlato della sua esperienza a Civitavecchia: «Ricordo quando, da ragazzo, mia nonna mi portò a Civitavecchia per vedere la Madonnina che piangeva sangue: era sangue di pollo». Inoltre, ha sottolineato a Repubblica che quando arrivò sul posto «trovammo chiuso perché scoprirono che era un falso». Per il rispetto della verità dei fatti Fabio Gregori lunedì 28 maggio 2018 ha sporto querela contro Niccolò Ammaniti per falso e calunnia.

Lo sceneggiatore de Il Miracolo ha di colpo risvegliato alcune questioni che sono costate una lunghissima indagine penale a Fabio Gregori, accusato, come fu, di associazione a delinquere, abuso di credulità popolare e truffa. Da quella vicenda giudiziaria il Gregori ne uscì completamente assolto nel 2000 e poi la Chiesa locale, tramite una commissione teologica, ha riconosciuto veritiere le lacrimazioni (vedi F. Ubodi, La Madonna di Civitavecchia, Ed. Ares) rimandando alla congregazione vaticana per la Dottrina della fede il giudizio definitivo circa la soprannaturalità del fenomeno. Bisogna anche ricordare che la statua oggi è custodita nella piccola parrocchia di Sant' Agostino, che però, non a caso, è stata eretta a Santuario mariano. Per i fedeli ci sono tutti gli elementi per accostarsi in modo speciale alla devozione della Madonnina di Civitavecchia.

La denuncia per calunnia e diffamazione contro Ammaniti viene fatta da Gregori soprattutto perché le affermazioni dello scrittore e ideatore dello sceneggiato sono prive di fondamento. Diverse indagini ematiche condotte da tre periti di parte (a nome dell’allora vescovo di Civitavecchia, della famiglia e della Criminalpol) hanno chiaramente stabilito che si trattava di sangue umano e quindi è falso asserire che era «sangue di pollo». Inoltre, basta leggere la sentenza del tribunale dell’anno 2000 per rendersi conto che la famiglia Gregori non ha fabbricato alcun «falso».

Fabio Gregori ha dichiarato di aver sporto denuncia innanzitutto per una questione di rispetto per la verità dei fatti, così come stabilita anche dalla giustizia civile. Per tutelare quindi se stesso e la sua famiglia, già più volte oggetto di campagne mediatiche infamanti e di indagini giuridiche pesanti e lunghe. E poi come fedele, perché i miracoli sono segni che possono davvero cambiare le persone. Alcuni passaggi dell’opera televisiva Il miracolo potrebbero in effetti essere considerati blasfemi nei confronti della Vergine e, più in generale, offrono una visione del mistero tendenzialmente dissacrante.

«Il giorno 11 febbraio [1995]», scrive in una sua testimonianza l’allora vescovo di Civitavecchia monsignor Girolamo Grillo, deceduto nel 2016, «dieci giorni dopo che si era verificata la lacrimazione della Madonnina, ricevetti una strana telefonata: era il cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di stato. Mi invitò, a nome del Santo Padre [Giovanni Paolo II], a non essere scettico e a pensare che qualcosa di soprannaturale poteva essere accaduto». La denuncia a Niccolò Ammaniti da parte di Fabio Gregori, in qualche modo ribadisce a tutti quello che Giovanni Paolo II suggeriva a monsignor Grillo: c’è qualcosa che va oltre le nostre perplessità o il nostro agnosticismo, un mistero che ci supera e a cui è bene non chiudere le porte in faccia.

   

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