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Fonte lanuovabq.it 02/02/2020

Autore Costanza Signorelli

Era il 2 febbraio del 1995 quando la Madonna iniziò a piangere lacrime di sangue nel cortile di casa Gregori. Il perché di tanto dolore lo si comprese nelle successive apparizioni e messaggi: la famiglia e la Chiesa stanno attraversando la loro terribile Passione. «Ma dopo i dolorosi anni di tenebre di satana, ora sono imminenti gli anni del trionfo del mio Cuore Immacolato». Solo oggi si può iniziare a comprendere la natura profetica di questa mariofania che è tutt'altro che conclusa.

 

Madonna di Civitavecchia

Il 2 febbraio 1995, presso il giardino di un’abitazione privata in località Pantano di Civitavecchia, una statuetta bianca di 42 centimetri proveniente da Medjugorje incominciò a lacrimare sangue. Quello stesso fenomeno si verificò in tutto per ben 14 volte, l’ultima delle quali tra le mani dell’incredulo vescovo Girolamo Grillo, il quale non poté che convertirsi alla verità di quegli eventi straordinari.

Chi è abbastanza grande per ricordare, avrà stampate nella memoria le immagini impressionanti di quella Madonnina con il volto rigato di rosso vermiglio, che fecero il giro del mondo, interrogando cuore per cuore.

Ebbene, di tali manifestazioni celesti, ricorre oggi, 2 febbraio 2020, il venticinquesimo anniversario ed è questo un motivo sufficiente per fermarsi un istante ed alzare una preghiera di lode e di ringraziamento a Dio Padre. Infatti, quale dono più grande poteva Egli concedere ai nostri tempi, se non quello di una Madre “pazza d’amore” che fa di tutto per portarci in Paradiso?

Eppure, si sbaglierebbe di molto chi pensasse che questa odierna ricorrenza è utile a fare bella memoria di un fatto passato e concluso. Al contrario, la Madonna di Civitavecchia ci parla oggi. Questo va detto, non tanto perché la famiglia Gregori abbia dichiarato che «la Madre del Cielo non ci ha fatto mai mancare la Sua presenza», alludendo ad apparizioni ancora in corso. Quanto invece perché la portata di tale manifestazione non è stata ancora resa nota nella sua interezza, soprattutto nel suo aspetto profetico.

Prima di cercare di comprendere qualcosa in più sulla tappa di “Civitavecchia” nel grande cammino di Salvezza tracciato da Maria, giovi al lettore sapere che il 15 marzo 2005, la piccola parrocchia di Sant’Agostino a Pantano, che custodisce la Madonnina in una teca blindata, è stata eretta a Santuario mariano diocesano. 

NON SOLO LACRIME, LA MADONNA APPARE

Come si sarà compreso da quanto detto sino ad ora, uno dei punti più importanti da sottolineare al riguardo sta nel fatto che, a Civitavecchia, la Madre di Dio non ha “solamente” pianto, come tutti sanno, ma, apparendo ai membri della famiglia Gregori, in particolare al papà Fabio e alla figlia Jessica, Ella ha lasciato un ciclo di messaggi fondamentali per la Chiesa di Dio e per l’intera umanità.

Nel libro “Civitavecchia 25 anni con Maria”, di padre Flavio Ubodi, interamente rivisto e ampliato per Edizioni Ares, il frate cappuccino, tra i massimi esperti di questa mariofania, analizza proprio questi messaggi, dei quali sono riportati testualmente solo quelli pubblici. Dei complessivi 93 presunti messaggi lasciati da Maria, infatti, molti furono secretati perché indirizzati soltanto al vescovo Grillo, mentre uno di essi era esclusivamente rivolto al Santo Padre, Giovanni Paolo II.

Ecco come Fabio Gregori racconta la prima volta che vide la Madonna: «Era il 2 luglio 1995. Mi trovavo alla Messa pomeridiana. Saranno state le 18 e 30 circa. La Madonna è apparsa nel momento in cui il parroco stava per consacrare l’Ostia santa. Posava i piedi su una nuvola, proprio sopra padre Pablo e teneva le mani aperte verso il basso. Poi è rimasta silenziosa in adorazione fino alla Comunione. Dal suo atteggiamento si faceva evidente che suo figlio Gesù, il Salvatore, è realmente presente, vivo, nell’Eucaristia». È dunque chiaro che Maria, anche a Civitavecchia, voglia subito mettere in luce la natura e la funzione cristocentrica delle sue apparizioni.

È a Jessica, invece, che dobbiamo un racconto più dettagliato su come la Madonna appare a Pantano: “La Madonnina si presenta a casa, a scuola, al lavoro di papà, e nella chiesa parrocchiale. Anche se la maggior parte delle volte è apparsa nel giardino. È una ragazza di 16 anni, con i capelli castani mossi, coperti da un velo bianco. Porta un vestito bianco lungo, con il cordone come quello dei frati. Il manto celeste e in genere viene con le mani aperte con il Rosario nella mano. (…) Sì, la Madonna può essere toccata».

L'ODIO DI SATANA PER FAMIGLIA E CHIESA

Una delle particolarità che più caratterizzano le apparizioni di Civitavecchia sta nel fatto che la Madonna, pur in momenti e circostanze diverse, appare ad un intero nucleo famigliare. Il fulcro è proprio l’unità della famiglia intesa come «piccola Chiesa domestica», secondo la definizione di san Paolo VI. E infatti, sia nella lacrimazione della statuina, sia nei «segni» e «messaggi», è tutta la famiglia che viene coinvolta.

Tanto è vero che la Mamma celeste appare persino a Manuel Maria, l’ultimo figlio dei Gregori, nato nel 2001, quando ormai le apparizioni pubbliche sono terminate. Maria "si lascia convincere" dal piccolo che tanto la invocava, proprio nel giorno in cui, a casa Gregori, si viene a conoscenza del grave tumore che ha colpito mamma Annamaria. Questo a dire, appunto, del cuore materno della Madonna, che sceglie di mostrarsi proprio nel momento più difficile, affinché la sua presenza possa consolare e far tornare la pace, persino nei momenti più bui.

Detto questo, la vera domanda rimane: perché a Civitavecchia la Madonna appare ad un'intera famiglia?

A rispondere è lo stesso Fabio Gregori: «La Madonna si è rivolta da qui all’umanità intera, alla Chiesa e a quella porzione di Chiesa che è la famiglia, ponendo questo suo intervento nel solco del massaggio di Fatima. Ci ha messo in guardia che satana è potente e vuole scatenare l’odio, quindi la guerra per distruggere l’umanità. E per raggiungere questo scopo vuole abbattere la Chiesa di Dio, incominciando dalla piccola Chiesa domestica che è la famiglia, che è culla della società, e, nel solco della Famiglia di Nazaret, tanto più della comunità cristiana».

E, infatti, nel messaggio di Civitavecchia le sorti della famiglia sono quantomai legate alle sorti della Chiesa stessa, nella cui crisi vicendevolmente si rispecchiano e patiscono: «La Madonna ha aggiunto che satana avrebbe fatto di tutto per minare l’unità della famiglia cristiana fondata sul matrimonio e che, senza una nuova conversione, molti pastori avrebbero tradito la propria vocazione, anche con grave scandalo, e che la Chiesa avrebbe conosciuto una nuova grande apostasia, cioè il rinnegamento delle verità cristiane fondamentali riaffermate nei secoli nella tradizione e nella dottrina».

IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERÀ

Le apparizioni di Fatima e quelle di Civitavecchia sono strettamente collegate. La piccola Jessica, a soli 6 anni, fu infatti l’unica persona al mondo, al di fuori dei pastorelli di Cova d’Iria, a conoscere il Terzo segreto di Fatima prima ancora che esso venisse reso pubblico nel 2000 dal cardinal Joseph Ratzinger. Ma come lo poteva conoscere? Se ciò non era il frutto di una fantasia, le sue parole non potevano che provenire dall'unica fonte comune: la Madonna stessa.

La prova che la piccola non mentisse si ha nel 1996 quando Jessica incontra la veggente di Fatima nel monastero di Coimbra: “Io e suor Lucia ci siamo incontrate - ammetterà Jessica anni più tardi in un'intervista - e abbiamo parlato del Terzo Segreto e tutto quanto… e ci siamo passate il messaggio a vicenda. Abbiamo pregato insieme e ci siamo passate quello che voleva la Madonnina».

Nessuno può sapere il contenuto segreto di quella conversazione, anche se diversi mariologi esperti hanno fatto notare come il “passaggio di consegne” tra le due veggenti sia avvenuto poco prima della morte di suor Lucia. Quasi come se il Cielo avesse bisogno di un giovanissimo testimone a garanzia di qualcosa che ancora non è compiuto, ma che presto si dovrà compiere.

Ebbene, al di là di tutte le teorie che comunque rimangono nel campo delle ipotesi, vi è una cosa che merita di essere affermata con certezza: la strada di salvezza tracciata dalla Madonna per tutti i suoi figli. Così a Fatima, come a Civitavecchia, e in tutte le altre tappe mariane nel mondo.

Dice Maria a Civitavecchia: «Io, vostra Madre Celeste, Madonna delle rose, Regina del Cielo, Madre delle famiglie, portatrice di pace nei vostri cuori, se mi ascoltate con vero amore, ed esaudite le mie richieste camminando nella strada che io vi traccio nella mente e nel cuore, per mezzo di voi io posso realizzare il grande Disegno Divino del grande trionfo del mio Cuore Immacolato. Vi amo tutti. Amate tutti. Perdonate sempre tutti, come fece sempre Gesù, anche quando lo crocifissero». E ancora: «Pregate, pregate, pregate! Verrà il tempo della vera Pace, della gioia, dell’Amore, della fratellanza e della Santità e della vittoria dell’Amore Divino di Dio fra voi tutti, dolci figli». E infine: «Consacratevi al Mio Cuore Immacolato! Pregate e non stancatevi mai di pregare. Amatevi perché l’amore in Cristo Mio Figlio è la vostra chiave per entrare in quella porta piccola che conduce al Regno di Dio».

[Per approfondire: Civitavecchia, 25 anni con Maria - Le apparizioni, i segni, il messaggio. Edizioni Ares]

 

   

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