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Categoria principale: Apparizioni
Categoria: Varie
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Fonte Tempi 23/04/2014

Autore Rodolfo Casadei



Un'icona della Madonna che essudda olio d'oliva e i messaggi che la Vergine e Cristo hanno lasciato a Myrna. Con la preghiera di tornare a essere uniti, perché «Gesù è Uno e chi ha diviso il Regno dei cieli sulla terra ha peccato». Nella Siria devastata dalla guerra civile, storia del prodigio di Soufanieh

L’IMMAGINETTA della Madonna di Kazan, la cornice, il centrino di seta con­tro cui è appoggiata, la stessa coppa del calice trasparente che li con­tiene: tutto è giallognolo, consunto, visco­so.Come l'olio purissimo d'oliva che per otto anni di seguito fra il 1982 e il 1990, con un'interruzione di un anno fra il 1985 e il 1986, è trasudato dal san­tino. E per più tempo ancora dalle mani, dal collo, dal volto e persino dagli occhi di Myrna, la veggente. Colei alla qua­le fra il 15 dicembre 1982 e il 24 marzo 1983 è apparsa cinque volte la Vergine Maria lasciando messaggi. L'allora neo-sposa diciottenne sul cui corpo - le mani, i piedi, un fianco - per cinque volte si sono manifestate le stimmate negli anni seguenti. Nella cui mente, durante 36 episodi di estasi, si sono presentate visioni della Vergine Maria e di Gesù che le han­no parlato e lasciato altri messaggi. E che adesso insieme al marito è qui davanti a me, nel vestibolo di casa sua a Damasco, nel piccolo quartiere di Soufanieh, tra­sformato in uno spazio per la preghiera e il raccoglimento aperto a tutti, con icone alle pareti, inginocchiatoi e una specie di fioriera in ferro battuto ripiena di sabbia e candele votive accese.

 

Negli ultimi tre anni c'è stato un piccolo cambiamento: dentro al tabernaco­lo incassato in una parete che contiene il calice e l'icona, all'interno di una scatoli-na rettangolare di vetro collocata ai pie­di del calice, ci sono cinque o sei proietti­li di arma automatica. Sono le pallottole piovute dentro la casa di Nicolas e Myrna a causa dei combattimenti in città. Sen­za ferire nessuno. «Non avrei mai imma­ginato che il mio paese si sarebbe trova­to in una situazione come questa», com­menta triste lei, che oggi è una donna di 50 anni con due figli maggiorenni. «Tan­ta gente mi dice: "Prega Dio che ti mandi di nuovo apparizioni e visioni, che ci dica la sua parola su quello che sta succeden­do". Io rispondo: "Dio sta soffrendo con noi, e questa forse è una grande opportu­nità che ci sta offrendo". Perché è vero, in questi trentadue anni ci ha mandato tan­ti segni, ma noi non abbiamo fatto nul­la per l'unità. Adesso è il momento che i cristiani finalmente si riuniscano. In for­za dell'ultimo segno: i cristiani d'Oriente sono tutti in pericolo, un grande pericolo minaccia la loro stessa esistenza».

 

Due sono le caratteristiche salienti delle apparizioni e degli altri fenome­ni di Soufanieh, che si sono protratti dal 1982 fino al 1990, con una "coda" fra il 2001 e il 2004: la prima è che la Madonna e Cristo hanno parlato in lingua ara­ba, e la seconda è che il contenuto più for­te dei loro messaggi ha riguardato l'uni­tà fra i cristiani e la natura peccaminosa della loro disunità. Il messaggio dell'ulti­ma apparizione della Vergine recita: «Fon­date una chiesa. Non ho detto: costruite una chiesa. La Chiesa che Gesù ha adotta­to è Una, perché Gesù è Uno. La Chiesa è il Regno di Dio sulla terra. Chi l'ha divisa ha peccato, e chi si è rallegrato della sua divisione ha peccato. Gesù l'ha edificata, ed essa era piccola; quando è diventata gran­de, si è divisa. E chi l'ha divisa non ha l'amore dentro di sé. Riunificatevi. Come sono belli i miei figli inginocchiati, in preghiera! Non siate divisi, come lo sono i grandi. Voi insegnerete alle generazio­ni le parole Unità, Amore e Fede». Mentre l'ultimo dei messaggi trasmessi durante le visioni estatiche, il 26 novembre 1990, si apriva così: «Non temere, figlia mia, se ti dico che questa è l'ultima volta che mi vedi, fino a quando la festa di Pasqua non sarà unificata». E poi le ultimissime paro­le: «Noi siamo con te e con chiunque desi­deri che la festa di Pasqua sia unificata». Quest'anno, per pura coincidenza, le date della celebrazione della Pasqua coincidono: ortodossi e cattolici in tutto il mondo, Siria e Medio Oriente compresi, festeggeranno nello stesso giorno, il 20 aprile. I calcoli del calendario giulia­no, utilizzato dagli ortodossi calcedonia-ni, quest'anno coincidono con quelli del calendario gregoriano utilizzato da catto­lici, protestanti e molti ortodossi non calcedoniani (per esempio: gli armeni apo­stolici). In Terra Santa, dal 2012 i cattoli­ci hanno deciso di festeggiare la Pasqua secondo il calendario giuliano, cioè nello stesso giorno degli ortodossi. In Siria que­sto non è ancora avvenuto.

 

Testimonianze in tutto il mondo

 

La prima volta in cui le stimmate si manifestarono sul corpo di Myrna fu il 25 novembre 1983. Alle 16.30 si aprirono nei palmi delle mani, sui piedi e al fianco sinistro, e si richiusero alle undici del­la sera. Il fenomeno si ripresentò altre quattro volte, sempre il Giovedì santo nel 1984, 1987, 1990 e 2001. Sempre e soltanto anni nei quali la Pasqua giuliana e la Pasqua gregoriana coincidevano di data. Anche i fenomeni di essudazione dell'olio dall'iconcina, iniziati il 27 novembre 1982 e terminati nel 1990, sono stati più copiosi negli anni in cui la celebrazio­ne della Pasqua era unitaria. L'olio filtra­va abbondante dal corpo di Myrna (mani, collo, piedi, bocca, stomaco) anche quan­do viaggiava all'estero a testimoniare la sua storia, e addirittura dagli occhi (cau­sando vivi bruciori) quando stava per entrare negli stati di estasi durante i qua­li le sarebbe apparso Cristo. I messaggi di Gesù in tali occasioni erano veri e propri moniti. Quello del 14 agosto 1988, ricevu­to a Los Angeles, dice così: «Ho detto: la Chiesa è il Regno dei Cieli sulla terra. Chi l'ha divisa ha peccato, e chi si è rallegra­to della divisione ha peccato. Pertanto mi risulta più facile che un non credente creda nel mio nome, che non coloro che pre­tendono di avere la fede e l'amore e giura­no nel mio nome». E il 7 settembre dello stesso anno: «Di' ai miei figli che è a loro che domando l'unità e che non la voglio da coloro che recitano una commedia fin­gendo di lavorare per l'unità».

 

Myrna è figlia di un siriano di confessione greco cattolica (melchita) e di una siriana greco ortodossa. Suo marito Nico-las è greco ortodosso. Fu lui ad acqui­stare l'immaginetta durante un viaggio in Bulgaria nel 1980. La prima volta che l'immagine prese a trasudare olio den­tro casa, chiamò tre sacerdoti ortodossi' per mostrare loro il prodigio. Non fecero in tempo a uscire dalla casa che giunsero due agenti dei servizi segreti. Esaminaro­no accuratamente l'iconcina dopo aver­la smontata dalla sua cornice e le mani di Myrna, che dovette lavarsele dinanzi a loro. Subito immagine e mani ripresero a essudare olio. I due se ne andarono ripe­tendo ad alta voce: «Dio è grande!».

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