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Fonte riscossacristiana.it 28/03/2016

Autore Paolo Deotto

Rileggiamo le chiare parole di San Giovanni Bosco sull’islam.

I morti di Bruxelles e a Pasqua quelli di Lahore. Ma attenzione, non si parli di terrorismo islamico! Al più, si può parlare di “fondamentalisti”, di califfati “sedicenti”. Il conformismo dei pavidi e degli imbroglioni non conosce confini. Di fronte a una galleria di buffonate, in cui si arriva ad addossare la responsabilità del terrorismo ai “mercanti di armi”, rileggiamo le chiare parole di San Giovanni Bosco sull’islam.

 

 

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Chi non è giovanissimo ricorda il cupo periodo in cui in Italia imperversarono le “Brigate Rosse”, gruppi di terroristi di ispirazione marxista, che colpivano le persone considerate “nemici della classe operaia”, che dopo ogni atto criminale lasciavano scritti in cui spiegavano la loro origine politica, lo scopo delle loro azioni. Eppure in quegli anni il bigottismo dominante prescriveva che le Brigate Rosse dovevano essere “presunte”, anzi, probabilmente erano gli onnipresenti “fascisti” che organizzavano tutto per screditare la sinistra. La quale sinistra, dominata dal PCI, aveva finanziato il Movimento Studentesco e poi le altre varie forme di criminalità che ne erano derivate e in parte si trovava come l’apprendista stregone, ma in parte aveva tutto l’interesse a continuare a favorire il terrorismo per tenere sulla corda gli svirilizzati democristiani.

Comunque i criminali rossi, per quanto si sgolassero a rivendicare la loro origine marxista, “non” dovevano essere rossi.

Ora accade un fenomeno simile per il terrorismo islamico. Naturalmente lo sdegno è unanime, la condanna è unanime, poi il repertorio prevede il dolore, la rabbia e la ferma volontà di non cedere al terrorismo (questa non l’ho mai capita. Cedere cosa?). Ma il repertorio prevede anche che non si parli di terrorismo islamico, che non si faccia l’ovvio collegamento con una pseudo-religione che, nata dalla violenza, esprime violenza. È nella sua stessa essenza. No, siamo in piena orgia di dialogo e quindi, se si parla di califfato, questo è “presunto” (e invece il califfato mondiale è proprio uno degli impegni del bravo islamico), come afferma la signora Boldrini Laura (clicca qui); e aggiunge che per combattere il terrorismo bisogna addirittura favorire l’immigrazione. Certo, la signora Boldrini va capita. È in un’età critica per una donna (55 anni al 28 aprile), le rughe iniziano a farsi strada, in particolare quelle sul collo si fanno più evidenti, e quindi un turbamento generale può facilmente portare a straparlare. Però, le castronerie sono e sempre restano castronerie.

Oppure abbiamo Bergoglio, che ogni tanto condanna le stragi di cristiani, bontà sua, ma si guarda bene dal parlare di terrorismo islamico. Certo, anche Bergoglio va capito, è umano voler difendere i propri amici e quindi cercare di minimizzare o nascondere le loro colpe, ma, suvvia, attribuire la colpa del terrorismo ai mercanti di armi (clicca qui) è un tantino comico. Anzitutto i mercanti di armi hanno il loro vero business nelle grandi forniture. I pochi chili di esplosivo o i pochi mitragliatori con cui fare qualche bella strage rappresentano gli spiccioli e, per la cronaca, restando in Europa, nacque un fiorente mercato d’armi “fai da te” dopo il dissolvimento dell’esercito jugoslavo con relativo saccheggio di armerie. Ma, a parte ciò, non sono certo i “mercanti di armi” a spingere fanatici assassini a farsi saltare in aria. Il delinquente professionale tutela sé stesso. Il delinquente islamico, imbevuto di falsità, arriva a un punto di demenza tale da uccidere uccidendosi.

Su questo tema, abbiamo letto ieri un articolo, in buona parte condivisibile (clicca qui), di Vittorio Feltri. E a proposito delle curiose elucubrazioni da Santa Marta, Feltri scrive:

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Comunque sia, il conformismo e l’ignoranza dilaganti impongono di non parlare di terrorismo islamico, perché l’islam è buono, è bello, è bravo. Non è ben chiaro se sia buono,bello e bravo come il luteranesimo, ce lo faranno sapere. Probabilmente sono buoni, belli e bravi ex aequo, perché la nuova religione mondiale è in via di formazione e prevede il “todos Caballeros”. In attesa comunque di aggiornamenti, può essere utile rileggere una sintesi semplice, chiara e senza pruriti buonisti sull’islam. La scrisse San Giovanni Bosco che, essendo cattolico e santo, non aveva paura a parlare chiaro. Parlava chiaro perché gli interessava solo difendere e diffondere la Vera Fede. Non aveva tanti interessi mondani da coltivare, come i quattro cialtroni che in questo tempi sciagurati infestano e distruggono la civiltà.

Pubblichiamo qui di seguito le pagine sull’islam contenute nel libro “Il cattolico istruito nella sua religione”, pubblicato nel 1853 dal Sacerdote Giovanni Bosco, prete cattolico. Nel libro si immagina il colloquio tra un padre e i figli; col padre, che istruisce i figli sulle verità di Fede, interloquisce il figlio maggiore. Buona lettura a tutti, e preghiamo il Signore che ci doni presto santi sacerdoti come Giovanni Bosco.

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