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Autore Giovanni Formicola

Cantagalli € 13,00

Vi offriamo qualche stralcio dell’introduzione, scritta dal prof. Eugenio Capozzi. Buona lettura.

“Giovanni Formicola rappresenta un interessante esempio di una figura che nella nostra epoca appare per lo più impallidita, evanescente, se non assente, in Italia ma non soltanto: l’apologeta del cristianesimo e della Chiesa cattolica. Quello slancio battagliero, quella disposizione ad uno scontro frontale e senza sconti con i nemici della religione, che tra Otto e Novecento si incarnava in personalità di intellettuali polemisti come Joseph de Maistre, René de Châteaubriand, John Henry Newman, Alessandro Manzoni, Gilbert-Keith Chesterton, si è nel secondo dopoguerra ben presto stemperato nella reinterpretazione del rapporto tra Chiesa e mondo secolarizzato come un confronto in cui la responsabilità della prima è innanzitutto quella di «fare i conti» con la modernità, comprendere le nuove aspirazioni individuali e collettive per poter meglio entrare nella mentalità diffusa e far attecchire, in forme più ad essa accettabili, le componenti fondamentali del kérygma”.

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“All’interno di tale vicenda, l’apologetica abbracciata da Formicola si riconnette per molti versi all’esempio di quegli intellettuali cattolici «controcorrente», impegnati a fare argine ad una deriva di resa acritica, o quanto meno di cedevolezza, ai dogmi di un Occidente in via di scristianizzazione. Ma lo fa in un contesto sensibilmente cambiato rispetto ai decenni del post-Concilio. Un contesto in cui intorno alla Chiesa «conciliante» dell’Occidente globalizzato, multiculturalizzato, «politicamente corretto», si coagulano con sempre maggior decisione settori di opinione cattolica, ma anche laica, intenzionati a contrastare la deriva della secolarizzazione avanzata scendendo senza complessi sul piano della disputa politica e ideologica. Nuclei che propugnano con forza una rinascita comunitaria, identitaria, imperniata sulla difesa della sacralità della natura umana sui temi «biopolitici» e sull’insostituibilità della famiglia naturale come cellula base delle società democratiche”.

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“Le vicende connesse alla resistenza dei cattolici messicani contro il laicismo di radice massonica, e poi alla sanguinosa persecuzione dei cattolici spagnoli ad opera del Fronte popolare, sono per lui essenzialmente due exempla, due reperti privilegiati presi dal recente passato in cui si può osservare quasi «in purezza» un epico confronto tra visioni del mondo, tra filosofie della storia: da un lato la tradizione politica cattolica, imperniata sulla stabilità sociale, sul principio di autorità, sullo sviluppo ordinato delle comunità; dall’altro la destabilizzazione portata alla civiltà euro-occidentale dalle forze sovversive, che egli individua in una catena che dalla Riforma protestante conduce all’illuminismo settecentesco, al socialismo e al comunismo, fino al progressismo radicale sviluppatosi dal Sessantotto al post-guerra fredda.

La principale preoccupazione nella narrazione storica di Formicola è quella di mostrare come il comunismo di radice marxista, e le sue incarnazioni novecentesche, rappresentino uno stadio di quella che egli vede come una guerra letteralmente demoniaca alla civilizzazione umana, organicamente connesso a quelli precedenti e a quello successivo”.

Eugenio Capozzi

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