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Fonte maurizioblondet.it 22/02/2019

Autore Maurizio Blondet

Roberto Fico

Tra le rosee  promesse sull’imminente miracolo economico che il governo 5 Stelle sta per donare all’Italia,  a noi travolti dall’ottimismo sul grande  contributo all’occupazione che – grazie all’abolizione dei treni – daranno i riksciò,  era sfuggito una frase cruciale:

L’oro di Banca d’Italia non si tocca, resta dov’è e verrà usato come da tradizione. Nessuna intromissione o, peggio, esproprio, da parte dello Stato. 

“Il premier ha  voluto sottolineare che “anche dopo il superamento del gold standard, le banche centrali hanno continuato a possedere riserve auree  […].  Con il Trattato di Maastricht, per volontà degli Stati contraenti, sono state trasferite in maniera esclusiva all’Unione europea le competenze sovrane in materia di politica monetaria”.

Per tale ragione, sostiene il presidente del Consiglio, “la detenzione e la gestione delle riserve valutarie, fra cui quelle auree, rientra ora fra i compiti fondamentali dell’Eurosistema, composto dalla Bce e dalle Banche centrali nazionali degli Stati dell’area dell’euro”.

“…le Banche centrali nazionali debbono poter esercitare i loro poteri di detenzione e gestione delle riserve in piena indipendenza. Le autorità nazionali, legislative e di governo, sono tenute al rispetto dell’indipendenza della Bce e delle Bcn ai sensi dei Trattati europei sottoscritti dagli Stati contraenti. Sotto il profilo dell’indipendenza istituzionale, le Bcn non possono essere destinatarie di prescrizioni vincolanti per quanto attiene allo svolgimento dei propri compiti istituzionali nelle materie di competenza dell’Eurosistema, anche con riguardo alle riserve valutarie”.

https://www.milanofinanza.it/news/conte-l-oro-e-e-resta-di-bankitalia-201902211633139332

Un amico che è nel settore finanziario mi fa notare  cosa  significano queste puntualizzazioni: “Oro fuori dalla disponibilità dello  Stato. Tutte le illusioni di Italexit vanno a p. Il problema è operativo. La tanto amata uscita-lampo è quasi impossibile”..

Oltretutto, quello delle riserve è oro che gli italiani tutti hanno comprato ed accumulato nelle generazioni precedenti – prima del Trattato di Maaastricht.

L’enunciato di Conte è anche una bastonata a Claudio Borghi, che da settimane chiedeva un norma che stabilisse che l’oro della banca centrale appartiene ai cittadini, dunque allo Stato.  Silenzio dei media, anche   del web  “filo-governativo”.

La sola reazione  indignata  pare essere quella dei Fratelli d’Italia,

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