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Fonte www.miliziadisanmichelearcangelo.org

 

Autore Carlo Di Pietro

 

Un’attenta osservazione dei fenomeni magici – e soprattutto di quelli caratterizzanti la forma di magia più diffusa, la folk magic – porta all’ammissione che il ricorso alla magia alcune volte produce dei risultati che non sembrano solo apparenti. Può capitare infatti che il cliente che si rivolge all’operatore dell’occulto per una guarigione effettivamente la ottenga o che i tarocchi prevedano qualcosa che si realizza nel futuro della persona che si rivolge al cartomante. Questi fatti, che fanno nascere il sorriso sulle labbra dei più scettici e razionalisti, richiedono in ogni caso una spiegazione, perché per chi ricorre e crede alla magia non sono semplici sciocchezze, ma dati di fatto. Se molte volte le parole adatte per rendere conto dei fenomeni magici sono «caso», «finzione», «frode», «assurdità», «credulità», «ingenuità», altre volte le spiegazioni adottate sono di ordine psicologico  (la «volontà di credere» da parte di chi si rivolge al mago, l’effetto placebo) o fanno perno sul concetto peraltro controverso di paranormale (si sostiene che, essendo poco conosciuti, i fenomeni magici sono in realtà fenomeni naturali fatti impropriamente oggetto di interpretazione soprannaturale).

 

Ma, ancora una volta condividendo il pensiero di Massimo Introvigne35 e seguendo le indicazioni di importanti Documenti del Magistero36, è necessario affermare che il cattolico, leggendo la realtà della magia – e, in generale, il fenomeno della nuova religiosità –, deve essere disposto a fare un passo in più rispetto allo scienziato, camminando insieme al teologo e anche all’esorcista, il quale – beninteso – non è il mago che si spaccia per tale, ma il sacerdote delegato dal Vescovo a norma del canone n. 1172 del Codice di Diritto Canonico. 

 

Nella spiegazione dei fenomeni magici e della nuova religiosità, infatti, non si può negare la possibilità di un’azione del demonio37, anche se su questo aspetto – consiglia Monsignor Giuseppe Casale38 – occorre essere molto prudenti. Se infatti l’esistenza e l’azione del demonio sono chiaramente affermate dalla Dottrina della Chiesa cattolica39 non si può comunque innescare la tendenza a «demonizzare» tutto.  (35 Cfr. «Il pozzo e il pendolo», in M. INTROVIGNE, Il sacro postmoderno, cit., pp. 305310.  36 Cfr. – solo per ricordarne alcuni – CARD. F. ARINZE, Doc. cit., in particolare n. 17, p. 72; MONS. G. CASALE, Doc. cit., pp. 4142; CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA, Doc. cit.  37 Sulla demonologia: EGON VON PETERSDORFF, Demonologia. Le forze occulte ieri e oggi, Leonardo, Milano 1995.  38 MONS. G. CASALE, Doc. cit., pp. 4142.  39 Sul punto: cfr. il mio «Questioni di demonologia», in A. MENEGOTTO M. CASTELLI – T. MEZZETTI, op. cit., pp. 5462 e due scritti di taglio pastorale: MONSIGNOR ANDREA GEMMA, Le porte degli inferi non prevarranno. Lettera pastorale, in «Rinnovamento nello Spirito Santo», n. 1 (gennaio) 1993, pp. 89; CARDINALE GIACOMO BIFFI, Una lettura teologica del fenomeno del satanismo, in L’Osservatore Romano, 17 settembre 1998).

 

Parlare di demòni non consiste nel far riecheggiare qualche eco di antiche credenze medioevali, ma è semplicemente ribadire la Dottrina cattolica, affermata in anni recenti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (1975)40, dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1992)41, in due catechesi di Giovanni Paolo II (1986) 42 e di Paolo VI, il quale il 15 novembre 1972 affermava:

 

«Oggi, uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla esistente»43 . In ogni caso, anche quando – nella maggioranza delle situazioni – sarebbe eccessivo presupporre un intervento del demonio nell’ambito dei fenomeni caratterizzanti l’ambiente delle pratiche magiche, la magia rimane pur sempre di un atteggiamento psicologico e «culturale» incompatibile con la fede. Pertanto, non esistono – come vorrebbe qualche operatore dell’occulto – maghi, cartomanti e astrologi «buoni» e altri «cattivi».

 

La magia e le pratiche superstiziose in genere sono una deviazione del senso religioso ed un tentativo di sostituirsi a Dio esercitando la propria volontà di dominio e potenza sugli eventi, sulla natura e il prossimo, anziché assumere un atteggiamento umile di richiesta e supplica nella preghiera. (40 Cfr. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Fede cristiana e demonologia, in L’Osservatore Romano, 26 giugno 1975. 41 Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), nn. 28502854. 42 Cfr. L’Osservatore Romano, 14 e 21 agosto 1986. PAOLO VI, «Padre nostro… liberaci dal male». Catechesi all’Udienza generale del 15 novembre 1972, in L’Osservatore Romano,16 novembre 1972).

 

Tratto dal testo di Andrea Menegotto, Magia Magie Maghi

   

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