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Fonte controinformazione.info 19/05/2019

Autore Luciano Lago

Avvicinandosi le elezioni europee, chiariamo subito un concetto, l’Europa non ha niente a che vedere con quella costruzione artificale capziosa e oligarchica denominata UE.
L’Europa ha una sua Storia, un insieme di culture e tradizioni che non hanno nulla in comune con l’attuale apparato tecno burocratico che viene chiamato Unione Europea.
La Storia dell’Europa come continente e come singole nazioni è stata fatta dai popoli, orgogliosi della loro cultura e gli Stati europei quella cultura l’hanno difesa per millenni dalle ondate “migratorie” ostili a partire dalle battaglie contro le invasioni .
Nelle origini della Storia d’Europa abbiamo avuto la Battaglia delle Termopili e vittoria di Salamina (480 a.C.), come nell’epoca romana con la vittoria sugli invasori che venivano dal nord Africa, vedi la Seconda guerra punica contro Annibale (218-202 a.C.)

Lo stesso avvenne nella Battaglia di Poitiers (732 d.C.) ove Carlo Martello sconfisse Abd al-Rahaman, frenando l’espansione musulmana verso l’Europa occidentale e diede inizio alla dinastia che conobbe il suo massimo splendore con Carlo Magno.
Secolare fu la resistenza dell’Impero Bizantino contro i Turchi, fino alla caduta di Costantinopoli (1453), quando l’imperatore Costantino XI Paleologo rivestì l’armatura antico-romana con le aquile imperiali d’oro per andare a morire, combattendo su una breccia delle mura con un manipolo di nobili.
Gloriosa fu la Battaglia di Moàacs, 1526, dove il re Luigi d’Ungheria e di Boemia col suo esercito magiaro si oppose al Solimano, e morì in battaglia. Con lui scomparve nella mischia di voivoda di Transilvania Zapolya. Il conte croato Cristof Frankopan partecipò alla battaglia con 5 mila uomini.
Nella lotta della cristianità europea contro i turchi dobbiamo commemorare il Primo assedio di Vienna (1529), dove 17 mila difensori absburgici, con mercenari tedeschi, spagnoli e boemi ebbero la meglio sui 120 mila uomini comandati da Solimano il Magnifico.
Poi venne la Battaglia di Lepanto, 1571 e fu definitivamente sconfitta la pretesa ottomana di invadere l’Europa.

Ricordiamoci di quando, durante il secondo assedio e battaglia di Vienna (1683), quando ormai i turchi avevano invaso l’intera Austria. Il cappuccino Marco d’Aviano, confessore dell’imperatore d’Austria Leopoldo, riuscì a radunare la lega militare di resistenza, vincendo i puntigli dei capi cristiani fra loro rivali. Fu grazie a lui che si riunì un sercito mettendo assieme i 18000 austriaci (e toscani e mantovani e veneziani) comandati dal Prinz Eugen (Eugenio di Savoia), da Varsavia il re Jan Sobieski unì suoi 30 mila polacchi, fra cui erano 3-5 mila cosacchi ucraini; il tedesco Giorgio Federico di Waldek apportò i suoi 19 mila svevi, bavaresi, franconi; l’elettore Giovanni Giorgio di Sassonia i suoi 9 mila sassoni – sicché l’Europa intera, di tutte le “razze”, (con la vergognosa diserzione del Re Sole che non partecipò, per meschina ripicca anti-absburgica) si precipitò a battersi su quella breccia fatale che erano le mura di Vienna, per non rendere l’Europa turca.

Cattedrale di Aquisgrana dove è sepolto Carlo Magno


In quella fase storica l’Europa poteva contare sull’appoggio della Santa Sede di Roma, che contribuiva a finanziare con le sue risorse le armate dei cavalieri che combattevano per difendere la Cristianità. A Roma in quell’epoca non c’era un Papa come quello di oggi che vuole aprire le porte all’invasione e insegue la falsa utopia di una unica religione mondiale.
L’Unione Europea e i suoi burocrati, i circoli liberal progressisti e globalisti negano questa cultura e ci raccontano quale dovrebbe essere per loro la civiltà, la stessa “civiltà” che loro sostengono come “nostri valori”, ovvero le nozze sodomitiche, l’aborto, la droga, l’eutanasia, l’educazione gender – e li stanno opponendo in sostituzione dei valori tradizionali cercando di imporli anche a nazioni che li rigettano, come la Polonia e l’Ungheria, mettendo queste due nazioni sotto accusa a Bruxelles – visto che rifiutano l’individualismo edonista e consumista e il relativismo morale.
L’ideologia globalista di questa Unione Europea è quella che esalta la falsa libertà, quella che, come ben dice il filosofo russo Alexander Dugin, “ha privato l’uomo di ogni forma di identità collettiva. La religione, i valori tradizionali, la gerarchia, a coscienza nazionale: bisogna liberarsene secondo gli oligarchi della UE. Tutto diventa opzionale: ognuno può scegliere la propria religione, la propria nazione, e oggi il proprio sesso. E’ ideologia pura: l’uomo inventa questi concetti e la realtà ci si adatta. L’obbiettivo ultimo del liberalismo è di eliminare l’umanità: si dà all’uomo la scelta di continuare a vivere o come cyborg, o come animale”. La preminenza viene data al mercato, alla grande finanza ed alle centrali transnazionali che decidono alle spalle dei governi sulla base di oscuri interessi. L’elite finanziaria si arricchisce e le masse si impoveriscono.
Così si spiega la detanalità da cui è afflitta l’Europa di oggi, la disgregazione delle famiglie, l’avanzare di fenomeni come la droga e la deviazione giovanile, le ricorrenti crisi economiche.
Questa UE non ha niente in comune con l’Europa, quella gloriosa e orgogliosa che ha fatto la Storia e portato al mondo la sua civiltà. Che lo sappiano coloro che vanno a votare sotto la costante pressione della propaganda manipolatoria delle centrali oligarchiche europeiste, le stesse che temono l’assalto delle forze sovraniste alle loro posizioni di potere.

   

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