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Fonte marcotosatti.com 05/01/2017

Autore Marco Tosatti

Siamo in Italia, e si può vedere anche questo: che il presidente di un’organizzazione che si chiama Movimento per la Vita, e che è sostanzialmente sotto la tutela dei vescovi, manda una lettera intimando alle associazioni locali di NON partecipare a un’eventuale e futura Marcia per la Vita che si dovrebbe svolgere a Roma nel mese di maggio. Ecco la lettera che il presidente di Movimento per la Vita ha inviato all’interno dell’associazione:

“Il dodici dicembre scorso è circolato in rete un pesante documento contro il Papa redatto in Nord America in lingua inglese e firmato da trentasette organizzazioni pro-life e pro-family di tredici paesi. Il documento si intitola “Non seguiremo i pastori che sbagliano” ed è stato presentato come un manifesto di resistenza dei pro-life a Papa Francesco.

Tra le firme oltre a quelle di alcuni noti personaggi stranieri compaiono anche quelle di alcune organizzazioni italiane… Ritengo questo attacco miope e ingeneroso, dato che il Papa e la Chiesa cattolica sono nel mondo e in Italia i maggiori e più importanti alleati di tutti coloro che difendono la vita umana e ne promuovono la causa.

Ricordo che all’atto della mia elezione a presidente del movimento per la vita italiana nel 2015 dichiarai che mai avrei portato il movimento a prendere le distanze o, peggio, in rotta di collisione con il Santo padre con i nostri vescovi.

Questo documento invece divide i cattolici e macchia la causa della vita, contribuendo a indebolirla. Invito pertanto tutte le nostre associazioni a prendere le distanze dal testo e ad evitare ogni rapporto e ogni collaborazione con le organizzazioni firmatarie. La materia è particolarmente delicata perché come sapete Federvita Piemonte continua a usurpare la denominazione con cui sono abitualmente riconosciute le nostre federazioni regionali, mentre Virginia Coda Nunziante e Roberto de Mattei sono gli organizzatori della marcia per la vita che si tiene abitualmente in maggio a Roma. Rispetto alla marcia, negli scorsi anni il MPVi aveva scelto di non partecipare e di non promuovere, senza tuttavia scoraggiare le poche Associazioni locali che sceglievano di aderire.

Per il 2018 invito tutte le associazioni locali a non partecipare alla marcia per evitare qualunque confusione tra la nostra realtà e queste organizzazioni estremiste e malamente tradizionaliste.

Invito anche a non dare alcun sostegno o adesione alle iniziative di organizzazioni come ora et lavora in difesa della vita, voglio vivere, SOS ragazzi che continuamente cercano di coinvolgerci nella loro attività caratterizzata da fanatismo e ideologia”.

Qualche nota a margine. Giustissimo – se uno lo ritiene giusto – invitare a prendere le distanze dal testo. Ma evitare ogni rapporti di collaborazione con persone e gruppi che si battono per la vita sembra, questo sì, estremamente divisivo. E pregiudiziale. Anche l’uso di termini come “estremisti, malamente tradizionalisti, fanatismo, ideologia” non sembra certamente molto dialogante. Si intravede dietro l’on. Prof. Gianluigi Gigli l’ombra di mons. Galantino, quello a cui non piacciono i volti inespressivi di chi recita il rosario davanti alle cliniche abortiste.

Negli Usa ci sono vescovi che celebrano messa, davanti agli abortifici. E i vescovi non temono di dare il loro appoggio alla Marcia che si svolge ogni anno a Washington. E che infatti vede la presenza di decine e decine di migliaia di persone. Ma non temono neanche di non essere loro il motore principale dell’iniziativa. A differenza dell’Italia.

E poi c’è la scadenza elettorale. Il presidente del Movimento per la Vita, che ha iniziato la legislatura con Scelta Civica, per poi passare ai Popolari per L’Italia e infine approdare a Democrazia Solidale, da cu i mi dicono sia uscito solo pochi giorni fa in attesa di candidarsi con Parisi in occasione dell’approvazione delle Dat scriveva: Era davvero questa legge la priorità di fine legislatura?”. Lo dichiara in una nota Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano (Mpv). “È tragico che in un Paese sempre più vecchio e con sempre meno nascite, invece di mettere in atto valide politiche familiari e di sostenere forme di relazioni più solidali, la priorità sia divenuta quella di aiutare le tendenze suicidarie degli individui. Sembra la fotografia di un Paese, l’Italia, votato all’estinzione e privo di speranza nel futuro”; e continuava: “ci sarebbe estremo bisogno di accogliere l’invito del presidente della Cei, ricomponendo la frattura che si è determinata in politica tra cattolici del sociale e cattolici della morale”. Ma, anticipando in realtà la lettera di cui parliamo oggi, il 12 dicembre il MPVi affermava: “Con riferimento ad una manifestazione indetta per domani a Roma e a Milano per protestare contro l’approvazione della legge sul testamento biologico, il Movimento per la Vita Italiano smentisce la propria partecipazione riportata a propria insaputa e senza preventiva autorizzazione nella locandina che annuncia l’evento. Ferma restando la forte contrarietà del Movimento per la Vita al contenuto della legge all’esame del Senato, il Movimento non parteciperà alla manifestazione, non condividendo lo stile con cui alcune delle organizzazioni indicate sono presenti sulla scena pubblica e, soprattutto, perché profondamente in disaccordo con gli attacchi che alcune di esse rivolgono quasi quotidianamente al Papa e ai Vescovi italiani. A Papa Francesco e alla Chiesa italiana va la profonda gratitudine del Movimento per la Vita per il sostegno educativo alla causa della vita umana, dal concepimento alla morte naturale”. Come dire: la vostra battaglia è giusta ma il vostro stile non ci piace. Questo è il quadro, questa è la ragione per cui il movimento pro-life nel nostro Paese appare – e tanto più in questo momento ecclesiale – destinato all’insignificanza mediatica e politica. Se chi è in trincea deve temere il fuoco amico….

   

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