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Fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 19/01/2018

A giudicare da certi collaboratori di Bergoglio, c'è da rabbrividire su cosa ancora dovremo vedere!

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Molto vicino al Papa, monsignor Victor Manuel Fernandez ha appena pubblicato un articolo sul quotidiano argentino La Nacion per denunciare l'atteggiamento dei cardinali Sarah e Müller che agiscono, ha detto, come se Francesco non fosse Papa. Rettore dell'Università Cattolica Argentina, Arcivescovo "ad personam" per grazia di Papa Francesco, autore di un libro intitolato Saname con tu boca. El arte de besar  [qui], chiamato familiarmente «Tucho», Fernandez ha fortemente influenzato la scrittura di Amoris laetitia come dimostra la conformità dei passaggi più controversi dell'esortazione con suoi scritti precedenti [qui]. Dietro le innovazioni di Papa Francesco c'è lui al 100%. Attaccando due cardinali noti per il loro conservatorismo, ma che non hanno mai qualificato come inaccettabili questi insegnamenti - neppure attraverso i Dubia [firmati peraltro da altri 4 cardinali -ndT] - il prelato argentino lascia intuire un'escalation nell'opera di destabilizzazione.


Un vero e proprio attacco di mons. Victor Manuel Fernandez contro i cardinali Müller e Sarah

L'articolo reca questo titolo: Le Erronee interpretazioni del messaggio del papa . «Tucho» Fernandez scrive: «Spesso si immagina che chiunque abbia un ruolo nelle istituzioni cattoliche esegua gli ordini del Papa ogni volta che parla. Tuttavia, questo non vale nemmeno per i Cardinali Vaticani, poiché continuano a pensare e parlare come desiderano, come se Francesco non fosse Papa». 
Accusa gravissima, messa in questi termini.
 
Sono specificamente chiamati in causa il card. Gerhard Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, licenziato senza tanti complimenti da parte del Papa, e il cardinale Robert Sarah, ancora prefetto della Congregazione per il Culto Divino e della disciplina dei sacramenti, ma affiancato da secondi che prendono decisioni che non corrispondono ai suoi orientamenti. Müller avrebbe dovuto essere licenziato prima, suggerisce il vescovo Fernandez: «Non ci chiedevamo forse spesso perché il cardinale Müller non fosse allontanato, visto che non nascondeva di aderire ad una linea di pensiero molto diversa da quella del Papa e nello stesso tempo lo criticava? Vediamo anche il cardinale Sarah, che continua a proporre di ricominciare a celebrare la messa dando le spalle al popolo».


L'ispiratore di "Amoris laetitia" avrebbe allontanato da tempo il cardinale Müller

Curiosamente, l'articolo nel suo insieme sembra costituire una difesa del diritto di tutti a parlare liberamente, visto che un leader cattolico che non coinvolge il papa in alcuna delle sue azioni. Dunque, spiega Fernandez, il vescovo Sanchez Sorondo - un altro argentino vicino al papa - agisce da solo e senza chiedere il permesso a nessuno quando invita figure controverse - favorevoli a certe forme di eutanasia, aborto, controllo della popolazione - alle riunioni della Pontificia Accademia delle Scienze, di cui è cancelliere, nella Città del Vaticano ... Fernandez scrive:
«Oggi con Francesco, la Chiesa gode di una libertà di espressione senza precedenti e non è necessario star lì a pensare per ogni cosa quale sarebbe il parere del Papa. Oggi molti cattolici possono trattare irresponsabilmente il papa da eretico o scismatico, senza nessuna richiesta di chiarimenti da parte del Vaticano. Solo pochi anni fa siamo stati severamente puniti per molto meno ». 
Che arte di ribaltare i ruoli, e in modo incoerente, quant'altri mai! Come si può giustificare l'idea che il Papa, che ha davvero «dato quel che si meritava» al Cardinale Müller, avrebbe dovuto farlo ancora prima, se la libertà è così tanto la regola? Come osa dire che coloro che si preoccupano dell'integrità della dottrina cattolica godono di un'indulgenza (colpevole?) da parte del Papa, mentre abbondano i casi di siluramenti, licenziamenti, pensionamenti di questi «sobillatori», senza contare gli sproloqui che i familiari di Santa Marta attribuiscono a Francesco?
 
Tutti parlano liberamente, ma si finisce per chiedersi, beffardamente, se «Tucho» non parli per conto del papa. ( Jeanne Smits - Fonte )

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

   

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