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fonte aldomariavalli.it 22/06/2019

Autore Aldo Maria Valli

Ben ritrovati! Apriamo la rubrica con i vescovi del Regno Unito, i quali si sono scusati.

Direte: che notizia è? In effetti nella Chiesa cattolica ormai un po’ tutti si scusano di tutto, ma in questo caso occorre approfondire. I signori vescovi britannici si sono infatti scusati perché in una rivista distribuita dall’arcidiocesi di Liverpool sono stati inseriti volantini prodotti da un gruppo cattolico, definito “tradizionalista”, contro la teoria del gender.

Subito bollati come “transfobici” dai mass media, i volantini sono stati prodotti dall’associazione Tradition Family and Property e mostrano  l’immagine di un gruppo di ragazzi e ragazze che chiedono: “Sono un ragazzo? Sono una ragazza? O entrambi?”. Poi c’è la citazione biblica: “Maschio e femmina li creò”.

Come dite? Che cosa c’è da scusarsi?

Ebbene, sappiate che se fate questa domanda non siete altro che vecchie comari sgrana rosari cristiani ideologici.

È chiaro che il volantino, come si è affrettata a precisare l’arcidiocesi di Liverpool, è stato inserito “inavvertitamente” e si è trattato di “un incidente”.

Come dite? Che ormai, al punto in cui siamo, contenuti cattolici nella stampa cattolica possono trovarsi solo se inseriti inavvertitamente?

Guardate, non so come definirvi se non come mummie da museo musi lunghi autoritari piccoli mostri amareggiati.

Siete incorreggibili. Ma andiamo avanti.

Dopo aver reso omaggio ai coraggiosi vescovi del Regno Unito, passiamo a una donna giusta al posto giusto. Trattasi di suor Maria Luisa Berzosa, che papa Francesco ha nominato consultrice al sinodo dei vescovi e secondo la quale, sia pure a piccoli passi, il sacerdozio diventerà certamente accessibile alle donne. A giudizio di suor Berzosa (che, giustamente, non veste da suora) sono state prese ormai le iniziative necessarie affinché le donne ottengano maggiore visibilità nella Chiesa e alla fine di questo processo avremo l’ordinazione delle donne, come “un progresso naturale”.

Come dite? Che san Giovanni Paolo II ha solennemente dichiarato (Ordinatio sacerdotalis, 1994)  che “la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”?

Siete proprio cristiani ipocriti putrefatti rigidi tenebrosi ottusi. Non sapete che l’importante nella Chiesa in uscita non è definire dottrine rigide ma avviare processi? Ma con voi è tempo perso…

E restiamo in argomento amazzonico. Qui ci vorrebbero rulli di tamburi, perché i nostri uomini giusti ai posti giusti sono gli estensori del mirabolante Instrumentum laboris in preparazione del prossimo sinodo, un documento dal quale risulta: 1) che l’Amazzonia è un paradiso in terra, 2) che i popoli che la abitano sono i veri custodi del creato (anzi, della Madre Terra), 3) che le loro tradizioni, anche religiose, sarebbero un toccasana per noi occidentali corrotti, 4) che la Chiesa cattolica dovrebbe prendere esempio dagli indigeni e 5)  che gli indios non sono da convertire ma semmai siamo noi che dobbiamo lasciarci convertire da loro. In sostanza noi, sporchi colonialisti, dovremmo spogliarci della nostra presunta civiltà per abbracciare la cultura ancestrale e panteistica custodita in quella immensa regione e, perché no, dovremmo anche diventare un po’ animisti, perché farebbe bene all’armonia tra noi e il cosmo.

Come dite? Che non potete credere che dei cattolici abbiano scritto cose simili? Che manca poco che ci chiedano di praticare la stregoneria? Che i veri colonialisti sono gli estensori dell’Instrumentum laboris, perché questa pseudo-teologia nasce qui da noi e strumentalizza gli incolpevoli indios?

Non posso che ribadire: siete veramente cristiani zelanti schizzinosi tradizionalisti intellettualisti amareggiati pomposi farisei ipocriti tenebrosi. Incomincio a pensare che con voi ogni sforzo sia inutile! Avete il cuore impietrito!

Meno male che tanti uomini giusti ai posti giusti, e donne giuste ai posti giusti, ci regalano speranza.

È certamente il caso della scuola cattolica (ripeto: cattolica) irlandese che ha deciso di consentire ai propri alunni di vestirsi come vogliono: le femmine da maschi e i maschi da femmine (anche con la gonna).  L’istituto St. Brigid di Greystones, piccolo centro vicino a Dublino, permetterà infatti agli studenti delle elementari il cross-dressing, che consiste appunto nella possibilità per i maschi di vestirsi da donne e per le donne di vestirsi da uomini, e tutto ciò a beneficio dei bambini che fin dalla più tenera età stanno “mettendo in discussione la loro identità sessuale”.

Da notare che sebbene la St. Brigid’s National School sia finanziata con denaro statale, è sotto la diretta autorità dell’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin.

Finora ai ragazzi era chiesto di indossare pantaloni grigi e maglione verde, e alle ragazze un grembiule scozzese verde. Al ritorno a scuola, il prossimo settembre, gli alunni potranno invece scegliere l’abbigliamento che preferiscono, indipendentemente dal sesso, e tutto ciò con il beneplacito del consiglio di istituto e dei genitori.

La scuola sta inoltre sostituendo i gabinetti dei ragazzi e delle ragazze con strutture di “genere neutrale”.

Ma non è l’unico caso. Intervistata dall’Irish Times, l’avvocatessa (o avvocato) pro LGBTQ Sara Phillips, del Transgender Equality Network Ireland, ha detto che diverse scuole cattoliche in Irlanda accolgono ormai l’ideologia transgender, anche se, purtroppo, molti insegnanti ancora non hanno imparato a rivolgersi gli alunni con i pronomi preferiti da questi ultimi.

“Nelle scuole ci sono persone che inquinano le menti dei nostri figli!” hanno tuonato i soliti tradizionalisti arretrati. Gente evidentemente incapace di cogliere le istanze della Chiesa in uscita.

Ah! Vi ho sentito! Avete aggiunto “di testa”. E non provate a negare!

   

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