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Fonte anonimidellacroceblog.wordpress.com 25/11/2017

Autore fra Cristoforo

Non si finisce mai di imparare. Soprattutto quando gli spunti ti vengono da chi dovrebbe insegnarci la Verità. E invece semina confusione ed eresia. Ancora una volta ci dobbiamo scontrare Bergoglio e i suoi slogan sconfusionati. Come questo: “Da Giuda ho imparato che la vergogna è una grazia” (https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20171123/281479276720353leggete tutto l’articolo e capirete), facendo intendere che Giuda infondo non si è neppure dannato, e che da lui si può imparare tanto. Siamo alla solita eresia. E’ vero che nessuno può dire che Giuda sia andato all’inferno. Ma è altrettanto vero che nessuno (tanto meno chi siede sulla Cattedra di Pietro) può affermare che Giuda si sia salvato.

Ma analizziamo un attimo il versetto 12 del Vangelo di Giovanni al cap. 17: “Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura”. Questa è la traduzione della CEI, e sembra già abbastanza chiara, perché Gesù pregando il Padre parla dei suoi discepoli, quelli di cui “nessuno è andato perduto, tranne il figlio della perdizione”.

Questa parte in greco originale è “οὐδεὶς ἐξ αὐτῶν ἀπώλετο εἰ μὴ ὁ υἱὸς τῆς ἀπωλείας”, dove il termine che viene ripetuto 2 volte con lo stesso significato è “ ἀπώλετο” – “apoleto- dannato” , e “ υἱὸς τῆς ἀπωλείας” – “figlio della dannazione”. Infatti la traduzione più esatta in questo caso, secondo i Padri della Chiesa, sarebbe proprio “dannato – dannazione”.

La frase giustamente tradotta dunque sarebbe: “nessuno di loro si è dannato, tranne il figlio della dannazione”.

Interessante anche la Vulgata che così traduce: “et nemo ex his periit nisi filius perditionis”, dove anche in latino “perditionis” significa “dannazione”.

Penso che Gesù in questo passo sia stato chiarissimo. Ovviamente nessuno di noi si può pronunciare in merito. Lascio a voi lettori ogni discussione in merito. Ma già da queste righe evangeliche, si può notare che intanto da Giuda non c’è nulla da imparare, come invece ha fatto capire Bergoglio, e che siamo ben lontani dal poter arbitrariamente affermare la sua salvezza. Altre volte, da Santa Marta sono arrivati imput simili. Per esempio anche l’anno scorso (https://www.riscossacristiana.it/questa-ci-mancava-povero-giuda-quanto-ha-sofferto-di-paolo-deotto/) .

Qui siamo proprio fuori da ogni Grazia di Dio. Non si cosce neppure la Scrittura, e ci si avventura ad interpretazioni dilettantistiche. Ma pare che in questo momento storico ecclesiale tutto ciò sia diventato lo sport più praticato. A chi la spara più grossa.

E anche oggi ce l’hanno fatta. L’hanno sparata.

   

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