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Antonio Socci sulla sua pagina fb:


Don Giacomo Tantardini, un sacerdote caro a Don Giussani, poco prima di morire (nel 2012), da me interpellato su don Carron, che ritenevo percorresse la via opposta a quella di Giussani, mi rispose: "Ma sai, Antonio, Carron non c'entra niente con noi, con la nostra storia....".
Voleva dire che è ovvio che non stia sulla strada tracciata da Giussani...
Credo che chiunque abbia conosciuto don Giussani e abbia vissuto l'avventura cristiana di CL, se ne stia rendendo conto: la vicenda del 20 giugno e dell'ultimo Meeting sono stati casi rivelatori.
Oggi poi, la triste intervista di Carron al "Corriere della sera", intitolata: "Dialogo sui gay, non servono muri", segna un punto di non ritorno.
Fino a qualche tempo fa Carron mi faceva indignare. Oggi mi fa profonda tristezza... Glielo dico con amicizia e dolore. Ma non credo che abbia nessuna apertura di dialogo (con chi la pensa come me) e di ripensamento.
Chi davvero vuole continuare a vivere il carisma di don Giussani ha quantomeno il DOVERE di testimoniare la verità.
Carron può farsi un suo movimento (un "movimento del Nulla", un movimento senza un pensiero, un movimento della paura di esistere, un movimento senza volto), ma il carisma di Giussani che la Chiesa ha riconosciuto è un altro. E deve poter continuare a vivere. In qualunque forma.

   

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