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Fonte La Nuova Ferrara 25/11/2015

Ferrara, dura lettera di Comunione e Liberazione dopo la pubblicazione delle affermazioni del presule

 

FERRARA. Comunione e Liberazione prende la distanze dall'arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, dopo la pubblicazione di un dialogo che sarebbe stato "intercettato" in treno durante il quale il monsignore avrebbe usato espressioni grevi e imbarazzanti riferite a Papa Bergoglio: «Francesco deve fare la fine di quell'altro Papa».

In una lettera spedita al Fatto Quotidiano il movimento spiega che «in merito all’articolo pubblicato nella prima pagina de il Fatto Quotidiano di oggi, 25 novembre 2015, dal titolo: «Vescovo di Cl: “Francesco deve fare la fine di quell’altro Papa”», nel quale si riferiscono sconcertanti affermazioni che sarebbero state fatte dall’Arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, riteniamo indispensabile precisare, a nome del movimento di Comunione e Liberazione, che tali affermazioni − così grossolane nella forma e inaccettabili nel contenuto che sembra impossibile provengano da un Arcivescovo − sono totalmente contrarie ai sentimenti di Comunione e Liberazione nei confronti di Papa Francesco e degli Arcivescovi di Bologna e di Palermo».

«Dal giorno della elezione del Cardinale Jorge Mario Bergoglio, don Carrón non si stanca di indicare la testimonianza e il magistero di Papa Francesco come fondamentali per l’esperienza e il cammino di CL - prosegue la lettera - che desidera costantemente seguirlo affettivamente ed effettivamente in ogni suo gesto e parola. Don Giussani ci ha sempre insegnato che l’amore e l’obbedienza al Papa sono condizioni decisive per un battezzato, se non vuole finire prigioniero delle proprie interpretazioni e dei propri pensieri».

La frase conclusiva assomiglia ad una chiusura del rapporto con capo della Diocesi estense, da sempre vicino alle posizioni del movimento: «Qualora l’Arcivescovo di Ferrara avesse pronunziato tali affermazioni, esse sarebbero unicamente espressione della sua personale opinione e non certo di Comunione e Liberazione, nella quale mons. Negri non riveste alcun ruolo di responsabilità dal 2005».

   

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